Scheda Patologia
Acalasia esofagea
L’ Acalasia è una patologia funzionale dell’esofago non frequente che colpisce sia uomini che donne prevalentemente tra i 30 e i 60 anni, con un’incidenza annua di circa 1,6 casi su 100.000 abitanti, ad eziologia incerta. Qualunque sia la causa che la genera, la patologia si caratterizza per la perdita progressiva della motilità esofagea e per l’incapacità di rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore (LES).
L’ Acalasia è una patologia funzionale dell’esofago non frequente che colpisce sia uomini che donne prevalentemente tra i 30 e i 60 anni, con un’incidenza annua di circa 1,6 casi su 100.000 abitanti, ad eziologia incerta.
Qualunque sia la causa che la genera, la patologia si caratterizza per la perdita progressiva della motilità esofagea e per l’incapacità di rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore (LES).
L’acalasia ha un esordio molto subdolo, i cui sintomi vengono spesso scambiati per quelli della malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). I sintomi più comuni sono:
Tra questi, il sintomo principale è la disfagia, che provoca la sensazione di un peso dietro lo sterno.
Il trattamento di scelta, è un intervento chirurgico mininvasivo che può essere effettuato in day surgery o one-night: la miotomia laparoscopica secondo Heller, con plastica antireflusso.
Le alternative terapeutiche proposte includono la terapia medica, che però da’ risultati limitati e spesso si accompagna ad effetti collaterali importanti e i trattamenti endoscopici, tra i quali la dilatazione pneumatica del LES, l’iniezione di tossina botulinica e la miotomia endoscopica trans-orale. Le terapie endoscopiche non consentono la formazione di una plastica per evitare il reflusso gastroesofageo dopo la dilatazione o sezione dello sfintere esofageo.
L’intervento chirurgico consiste in una esofagomiotomia (incisione delle fibre muscolari del LES e dell’esofago inferiore) e in una plastica antireflusso. Viene eseguito per via laparoscopica, con tre piccole incisioni e un recupero funzionale immediato
Questo tipo d’intervento, a causa della complessità tecnica, deve essere praticato esclusivamente da chirurghi esperti di chirurgia esofagea e mininvasiva.